La Corte di Rose e Spine: Recensione


Titolo: La corte di Rose e Spine

Autrice: Sarah J. Maas

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 408

Data di pubblicazione: 5 Maggio 2015





 

Buongiorno caffeinomani!

Oggi vorrei parlarvi di una delle serie fantasy young- adults che ha, da poco, conquistato il mondo.

Sto parlando di Corte di Rose e Spine, di Sarah J. Maas, primo di ben 4 romanzi (Corte di Nebbia e Furia; Corte di Ali e Rovina; Corte di Fiamme e Argento e Corte di Gelo e Stelle).


L'autrice ha rivelato recentemente che sta lavorando al quinto capitolo della saga, che si chiamerà Court of Ice and Fire (tr. La corte di Ghiaccio e Fuoco) e sarà disponibile solo da Gennaio 2023.


Nel frattempo, dedichiamoci a questa recensione! Mi soffermerò sul primo capitolo della saga, e non sulla sua complessità, assicurandovi il tutto, ovviamente, libero dai temuti spoiler.





 

SINOSSI

La diciannovenne Feyre vive in un povero villaggio sotto il muro che divide il suo mondo da Prythian, quello dei terribili Fae. Decisa a saziare la sua famiglia, la ragazza si inoltra nei boschi, e si imbatta in una terrificante creature, un enorme lupo dagli occhi gialli.


Una volta tornata al suo villaggio, dopo averlo ucciso, però, Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L'animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge "ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita".


Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l'allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian. Qui Feyre vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Quando poi un'ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico.

Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo.


 

AMBIENTAZIONE



Sin dal primo libro, abbiamo una mappa della magica Prythian, terra degli umani e dei Fae.

Geograficamente, ci ritroviamo in Inghilterra, che è divisa in diverse aree ben distinte, separate da un muro: la terra degli umani, dove si trova il povero villaggio di Feyre, e la terra dei Fae, che è divisa in 7 corti.

La storia è ambientata principalmente in due luoghi: il villaggio della protagonista e la corte di Primavera, prima corte oltre il muro.


Il villaggio di Feyre

Segnato dalla povertà, tutto nella casa della protagonista ci ricorda il distretto 12 di Katniss Evergreen, se avete letto "Hunger Games". In effetti, all'inizio Feyre stessa ci ricorda Katniss, con la sua cura verso le sorelle e la bravura con arco e frecce.


A differenza però di quello di Hunger Games, il villaggio di Feyre è caratterizzato dall'indifferenza, nata evidentemente per la fame e la povertà. Se qualcuno morisse in quel villaggio, gli altri girerebbero la testa dall'altro lato.

Ci verrebbe, nei primi capitoli, la tentazione di proteggere Feyre, anche se scopriremo ben presto che la ragazza non ne ha alcun bisogno.


Il villaggio è un punto fondamentale per la storia non solo della protagonista, ma anche di quelli che la accompagneranno. Ho apprezzato fortemente che, anche a distanza di interi libri, non si scordi quella parte della storia, qualificandola non solo come luogo, ma anche la storia vissuta in questo.




La corte di Primavera

Appena oltre le mura, ci ritroviamo come catapultati in un mondo differente: abbandoniamo insieme a Feyre quel mondo fatto di neve e povertà, e ci ritroviamo in una terra assolata e ricca.

Prima delle corti dei Fae, la corte di Primavera è descritta come un ameno giardino, con i fiori in sboccio e un tiepido sole. Ci ricorda un po' il castello della Bella e la Bestia, favola a cui si ispira l'intera saga.


Per la prima volta in tutta la sua vita, Feyre prova cosa voglia dire essere accuditi da qualcuno, avere del cibo in tavolo e tempo per se' stessa. L'ironia di tutto questo? E' che la riceve dai suoi nemici, quelli che aveva giurato di odiare per tutta la sua esistenza mortale.


Signore Supremo della corte è Tamlin, antico Fae dalle sembianze giovali costretto a indossare una maschera d'oro; il Signore Supremo è affiancato dal fidato Lucien, anche detto "la volpe", per via dei suoi capelli ramati.


La sensazione che pervade, mentre ci troviamo nella corte, è che tutto quel che è oro non luccica.


 

PERSONAGGI


La cosa davvero sorprendente di questa saga è la struttura e lo studio dei personaggi.


Purtroppo non posso parlarvene in maniera approfondita, altrimenti vi farei dei grossi spoiler, ma cercherò di farvi un quadro d'insieme.


Prima ad esserci introdotta è, ovviamente, la protagonista della trilogia, Feyre Archeron. Questa Katniss bionda, ci viene presentata come una giovane forte, gentile e soprattutto spaventata.

Feyre purtroppo, all'inizio ha fatto parte di quella schiera di pochi protagonisti che mi ha annoiato, almeno all'inizio: ha quella sindrome dell'eroe (visto come si lanci a a salvare le sorelle), unita a quella ingratitudine per tutto ciò che le viene donato dalla

Corte di Primavere. Oltre a questo, detestavo il suo rapporto con le sorelle, come si sottomettesse a loro senza mai alcun ripensamento.

Ho dovuto aspettare il secondo libro per innamorarmi completamente di questo personaggio: ho capito la sua psiche, le sue ferite e ho finito per apprezzare il suo viaggio.



Altra nota dolente: Tamlin. Il Signore Supremo della Corte di Primavera ci viene presentato come un anima schiva, visibilmente ferita, con un passato travagliato.

Tamlin è fin troppo gentile nei confronti di Feyre, che continua a chiudergli (letteralmente) la porta in faccia. Alcune volte ci verrebbe da confortarlo, dandogli una pacca sulla spalla, per incitarlo ad andare avanti. Ecco, se dovessi descrivere Tamlin lo descriverei così: statico.



Unico personaggio che ho amato sin dal primo momento è Rhysand, sferzata di aria fresca in un momento di stasi. Signore della Corte della Notte, dagli straordinari occhi viola, Rhysand è affascinante e sarcastico, circondato da un'aria da "bad boy" (giustificatissima) che ti cattura dal primo istante. Ogni momento in cui è presente, siamo continuamenti accompagnato da avvertimenti nei suoi confronti, spesso detti da Tamlin. E' quindi lui a plagiare il parere di Feyre riguardante questo personaggio. Ma Rhysand è davvero un cattivo, o è come in Trono di Spade, dove nessuno lo è davvero?


 

STILE


Quello della Maas non è uno stile particolarmente brillante, ma è trascinante. La Corte di Rose e Spine mi ha portato a fare una cosa che non facevo da molto tempo: le ore piccole davanti ad un libro. Complice un periodo abbastanza libero, è comunque abbastanza notevole che abbia concluso l'intera trilogia in appena una settimana.


La vera qualità della scrittura della autrice è una incredibile fluidità nella lettura: 600 pagine scorrono come se fossero 300, e non in senso negativo. I pensieri e le sensazioni dei protagonisti sono chiari, forse in alcuni punti fin troppo, e quelli che chiamo personalmente "spieghini" (ossia quando ci si ferma a spiegare un nuovo mondo) sono affidati a dialoghi, il che rende tutto estremamente scorrevole.


 

IN CONCLUSIONE


In conclusione, il vero punto di forza di questa saga è la costruzione dei personaggi: abbiamo una storia costellata di personaggi estremamente tridimensionali, mai macchiettistici, e sempre con una parabola di crescita notevole. La cosa che mi ha sorpreso, e che non accade purtroppo spesso, è che la Maas si prende il suo tempo. Ci porta gradualmente a scoprire i vari protagonisti, e insieme a loro capiamo modalità che all'inizio ci possono sembrare positive, ma alla fine si rivelano opposte.


Infine, mi sento di consigliarvi questo libro se avete voglia di leggerezza, di approcciarvi a qualcosa che sembra rivolto a un pubblico infantile, ma che non lo è. Sorvolate sulla agghiacciante copertina italiana (Mondadori perchè ci fai questo?) e immergetevi in questo mondo fatto di violenta delicatezza.


 

Per oggi è tutto, potete leggere le recensioni del nostro blog qui insieme a tutte le opinioni non richieste dei libri che leggiamo.

Alla prossima!


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