Review party: Il re delle cicatrici



Titolo: Il re delle cicatrici

Autrice: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Prezzo: 20.00 euro

Genere: Young Adult/fantasy

Voto: 4.5/5













ATTENZIONE: leggete questo libro solo se avete già letto almeno la dilogia di Sei di corvi. Altrimenti si rischiano spoiler davvero grossi.


Ovviamente la recensione è senza spoiler



Buon pomeriggio caffeinomani!

Oggi esce l’attesissimo nuovo libro del mondo GrishaVerse: Il re delle cicatrici.

Ringrazio Mondadori e le organizzatrici di questo Review Party per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e non mi dilungo oltre.

Passiamo subito alla recensione!





Sinossi:

Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un'innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l'avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c'è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.


Personaggi

Dunque dunque dunque.

Andiamo per ordine e analizziamo, direi, i personaggi principali: Nina, Zoya e Nikolai.

Zia Bardugo mostra gli avvenimenti attraverso gli occhi di loro tre (principalmente, ma non solo) e sono tre personaggi diversi, ma allo stesso tempo molto simili tra loro, quasi complementari.


Nikolai, re di Ravka, Nikolai nessuno.

Ammetto che non mi fa impazzire come personaggio, non che sia costruito male o altro, semplicemente non ha attirato le mie simpatie.

Sicuramente è un personaggio interessante sotto molti punti di vista, che emergono soprattutto verso il finale e come le altre due protagoniste è ferito.

Mi sarebbe piaciuto vedere un uomo più deciso, forse, ma capisco che tre personaggi forti sarebbero stati difficili da sopportare contemporaneamente.

Nikolai è sì un re, è si determinato a raggiungere tutti i suoi obbiettivi, ma si mostra davvero pronto ad affrontare le sue paure più profonde soltanto negli ultimi capitoli del libro.


Zoya Nazyalensky, generale, mio generale.

Questo dimostra come ultimamente i personaggi femminili siano molto, ma molto, più forti di quelli maschili.

Zoya è una Grisha potentissima, una Chiamatempeste, ferita anche lei dal passato e perennemente in lotta con sè stessa, anche se non lo da a vedere.

Zoya è potente, è bellissima, è forte, anche se nasconde spesso ciò che prova dietro la sua corazza da generale, tanto che tutti hanno paura di lei e allo stesso tempo la ammirano.

All’interno del romanzo credo sia il personaggio che cresce di più, affronta le sue paure e i suoi demoni (non letteralmente, in questo caso), affronta il dolore del passato ed il lutto.

Non posso dire di rivedermi in lei,ma di sicuro la apprezzo.


Ma veniamo a Nina, Nina Zenit o Mila Jandersdat.

Non vi nascondo che adoro Nina, mi ci rivedo tanto fin da Sei di Corvi, sia come carattere che come…descrizione fisica, suppongo.

Qui Nina è in territorio nemico, a Fjerda, insieme a Leoni e Adrik per salvare più Grisha possibili.

Nina è distrutta, sia per il lutto subito, sia per il cambiamento del suo potere dopo essere uscita dalla dipendenza della parem, tanto che passa buona parte del libro a “parlare” con Mathias.

Il suo Mathias.

Che non c’è più, ma che lei sente chiaramente nella sua testa: questo è il suo nuovo potere, legato ai morti e non più alla morte.



Uno young adult non troppo young


Una cosa che mi ha colpito particolarmente è come la morte sia presente ovunque in Il re delle cicatrici, la Bardugo ha fatto in modo di raggruppare in un unico libro tutti i personaggi feriti, appunto, in lutto.

La morte di una persona cara colpisce tutti, prima o poi, e questo non è il primo libro in cui è presente, ma è davvero raro che se ne parli in un libro per “ragazzi”.

Di solito si tende molto a proteggere i più giovani da questo aspetto della vita, qui invece il dolore viene sviscerato e mostrato a chi legge.

Ho apprezzato davvero tanto questo aspetto.

Mi piace che i personaggi non siano invincibili, senza difetti e sempre assolutamente psicologicamente stabili.

Leigh Bardugo è riuscita perfettamente a combinare la forza soprannaturale di Zoya e Nina con il loro dolore per la perdita e anzi, proprio questo dolore le ha rese ancora più forti.

E pericolose.


Per Nikolai è leggermente diverso, lui ha assolutamente perso qualcuno, ovviamente, ma è un tipo di personaggio opposto alle due femminili.

Prima di tutto, lui è un re e come tale deve sempre mantenere le apparenze per non mettere in pericolo il suo popolo, ma soprattutto, lui combatte contro sè stesso.

Nikolai è maledetto, dentro di lui vive una parte dell’Oscuro che, in parte, è il suo stesso lato buio.

Ecco, in questo senso mi piace davvero come è sviluppato il re, un uomo etichettato per tutta la vita come un bastardo, un nessuno, che arriva a dover combattere contro un qualcosa che non conosce o che conosce fin troppo bene, dipende dai punti di vista.


Lati negativi? Forse


Il re delle cicatrici è un libro per ragazzi che tratta, però, tematiche generalmente riservate agli adulti.

E va benissimo così.

Le lotte interiori, l’etica, ma anche l’obbedienza dovuta ai superiori e, appunto, il lutto, sono tutti aspetti che fanno parte della vita di chiunque.

Tuttavia, questo è anche un lato negativo, soprattutto perchè parlando di questi temi potrebbe non piacere particolarmente ai più giovani.

Ma nulla vieta che si appassionino alla storia, dato che comunque è un libro ben scritto, con tanta azione e avventura e che spinge il lettore ad andare avanti pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo.


Parere personalissimo


Per concludere, e giuro che sarò breve, il libro è davvero fantastico.

E si, sono di parte visto che ho adorato l’universo Grisha fin dal primo libro.

Non vedevo l’ora di ritrovare Nina, sì sono una sua grande fan, e di tornare in questo fantastico mondo creato dalla penna di un’ottima autrice.




Detto questo, trovate tutti i blog che partecipano a questo RP nella grafica in copertina, mi raccomando, passate anche da loro.

Prossimamente usciranno nuove recensioni, nuove collaborazioni e il nostro progetto è sempre più grande.

Non vedo l’ora, insieme ad Elena, di parlarvene!












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